Guardando al futuro ispirati dall’Astronauta Paolo Nespoli

L’ingegnere aerospaziale e astronauta Paolo Nespoli è stato ospite d’eccezione alla Convention per i 55 anni di PRAXI, che all’inizio di ottobre ha riunito per due giorni a Milano oltre 300 persone.

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Certo, ci aspettavamo un incontro speciale, ma forse non di questa profonda intensità. Ospite d’onore alla nostra Convention di celebrazione per i 55 anni di PRAXI, Paolo Nespoli ci ha letteralmente rapito con la storia di un sogno che parte dalla sua infanzia, e trasportati verso un futuro che può essere scoperto soltanto con un forte spirito di squadra, apprendendo dagli errori e dalle esperienze che faremo lungo il percorso.

Nespoli è infatti l’incarnazione del sogno che diventa realtà. Testimone a 12 anni dello sbarco sulla luna, sogna di diventare astronauta, ma i genitori gli dicono che non ce la farà mai, non ce la può fare. Sulla luna? Nello spazio? Un italiano? Un sogno impossibile. In particolare ne è convinta la mamma, che lo vorrebbe elettricista.

Al termine del liceo scientifico (1977) inizia la carriera nell’esercito come paracadutista nelle forze speciali. A 25 anni il suo superiore gli chiede qual è il suo sogno. Il sogno di Nespoli è chiaro, ma non parla inglese, non ha una laurea e non è neanche giovanissimo. Risponde ad un bando, ma viene respinto, decide quindi di riprendere gli studi e consegue a New York un Bachelor of Science in Aerospace Engineering nel 1988 e un Master of Science in Aeronautics and Astronautics nel 1989 presso il Politecnico della New York University. Nel 1990 consegue la laurea in Ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Firenze.

Nel 1991 viene assunto dall’ESA, altri anni di studio e finalmente il 23 ottobre 2007 parte per la prima missione con lo Space Shuttle Discovery. Nespoli ha 50 anni, seguiranno altre missioni, fino al traguardo di permanenza nello spazio di 313 giorni, 2 ore e 36 minuti.

Dal racconto dell’astronauta emerge il valore dell’autostima, della determinazione e del coraggio per uscire dai confini dei propri limiti e sfidarsi su obiettivi che sembrano irraggiungibili. Ma questo non basta: occorre avere la forza di calare il sogno sul terreno della praticità e studiare, approfondire, lavorare per raggiungere i livelli di preparazione e di eccellenza che consentono di realizzarlo.

Nespoli ha sottolineato l’importanza della fiducia nella relazione con i membri dell’equipaggio: nello spazio le condizioni di vita sono estreme, è quindi necessario creare relazioni tali da facilitare la convivenza forzata in situazioni limite.

Per l’astronauta è cruciale la cultura dell’errore. Sulla stazione spaziale l’errore non va nascosto, ma innanzitutto comunicato, spersonalizzato (non serve trovare il capro espiatorio, ma una soluzione), quindi va gestito affinché generi apprendimento.

Nespoli ci ha infine regalato uno splendido video della Terra vista dallo spazio, immagini da lui stesso raccolte nei momenti di recupero delle energie, invitando ognuno di noi a sviluppare la propria consapevolezza su come attivare momenti di recovery dallo stress e dalla fatica.

Non possiamo che concludere con le parole di Paolo Nespoli, cui siamo grati per la testimonianza: <Dovremmo tutti sognare cose impossibili. Ma poi svegliarci e darci da fare perché le cose impossibili, quando vogliamo, si realizzano.>

Grazie a Paolo Nespoli, un grande italiano!

 

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